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Concorso Poesia ”Libertà e democrazia”

 

Sabato 16 aprile, presso la Rocca dei Rossi di San Secondo Parmense, si è tenuta la premiazione del Concorso Poesia ”Libertà e democrazia” promosso dall’ANPI locale in collaborazione con il Comune di San Secondo. Molti i partecipanti alla ottava edizione del Concorso  e difficile la selezione dei componimenti da premiare.

Pubblichiamo i testi delle poesie vincitrici e, in coda ad essi, una miscellanea di strofe e di versi liberi estrapolati dai componimenti presentati al Concorso che sembrano dialogare tra loro in un movimento continuo di luci e ombre attraverso cui prendono forma il nostro modo di pensare e di vivere la democrazia e la libertà.

 

 

 Senza Dio né Padroni

Nico Bertolini, 5E

 

Farfalla di ferro

con ali di velluto,

violata e inviolabile,

bruciata nel fuoco freddo e cieco[1].

Senza Dio né Padroni

petali caduti[2] per lei,

  365 croci[3].

Le antiche catene[4] sono spezzate

raggiunge lo spazio sottile e soave,

sul colle non spine ma rose[5].

 

[1] fuoco freddo e cieco: indica le stragi dei regimi totalitari compiute in modo "freddo e cieco", cioè senza scrupoli, ma alimentate da un "fuoco", cioè da un furore, da un ideale.
[2] petali caduti: riferimento ai caduti per la libertà (es. martiri di Cefalonia).
[3] 365 croci: rafforza l'idea dei caduti per la libertà; 365 come i giorni in un anno, che si ripetono in modo ciclico, proprio come le lotte per la libertà.
[4] antiche catene: indicano l'ipocrisia e l'indifferenza generale nei confronti di chi, ieri e oggi, non ha alcuna libertà.
[5] sul colle [...] ma rose : riferimento biblico alla crocifissione di Cristo, crocifisso sul colle del Golgota.

 La Commissione ha ammirato la densità semantica del testo poetico sapientemente costruito e arricchito di note esplicative che ne evidenziano la precisione nei riferimenti storici, la perizia nell’uso del linguaggio metaforico e, infine, la matura riflessione sul tema della libertà.

 

 Sogno di una libertà rubata

Asia Pinna e Alyssa Tubelli, 3B

 

Io, libero nelle mie scelte,

libero di camminare

oltre questo sottile filo

che circonda il mio mondo.


Io, che cresco nelle mie vesti

che ho inciso

sulla mia pelle

il peso di questa sofferenza,

chiamata campo di lavoro.


Io, amico delle mie idee,

unico mio compagno

di questo lungo viaggio

di cui la meta è ancora ignota.


Io, imprigionato da un Dio

che non conoscevo,

il re di un popolo sconosciuto

che ci ha privato della nostra persona.


Io, confinato da questo filo,

spinato come le rose in primavera,

separato dal mio mondo

e dai miei cari.


Io, giovane ragazzo,

privato del mio futuro,

trascinerò la mia pesante esistenza

fuori da questo confine

cosicché

potrò raccontarvi la mia storia.
La Commissione ha colto la cura testuale, per cui le scelte lessicali sono capaci di evocare immagini sia di libertà affermata sia di libertà negata, esperienze tutte di un “io lirico” che si confonde con l’umanità di ieri e di oggi.

 

 Libertà e finzioni

Kashish Kumar, 4E

 

Apro la porta di casa e osservo il mondo

vedo prigionieri inconsapevoli

della società e di loro stessi.


Vivono tranquilli nelle loro abitazioni

isolandosi dalla realtà ogni secondo:

fuori da quelle mura non prestano attenzione.


Non guardano fuori né dentro di loro

hanno la convinzione di esseri liberi

e nessuno vede le catene che io nascondo.


Sono schiavi quelli! Schiavi delle loro azioni,

schiavi in cravatta che fanno da sfondo

a una democrazia solo di finzioni!
 La Commissione ha apprezzato il contrasto tra compostezza formale e denuncia sociale del testo poetico che disvela con delicata lucidità le finzioni di una società individualista.

 

 Le parole non dette

Matteo Conti, 5A

Non posso più parlare,

non riesco e quindi scrivo,

attorniato dal deserto e dalle terre vicino a casa mia, adesso distrutte.

Distrutte, portatemi via dagli uomini senza cuore.

Sta per partire una nave dal porto? La voglio prendere …

Non so neanche dove mi porterà, non lo so, non mi importa nemmeno,

qualunque posto è meglio di questo.

Giorni e giorni per mare… Le urla degli scafisti, la disperazione delle donne e dei bambini accanto a me.

Ad un certo punto la vedo, eccola! Terra!

Adesso mi sembra di poter tornare a parlare senza che nessuno mi dica niente.


Mi chiesero dove io volessi andare e io dissi che non mi importava …

Cercavo solo la mia felicità … Volevo solo tornare a vivere. 
La Commissione ha valutato coinvolgente la tecnica espressiva del flusso di coscienza per dare voce scritta ad una delle numerose persone che affrontano un pericoloso viaggio in mare per raggiungere mete considerate luoghi di pace e riscatto. 

 

 Aria pulita

Aicha Saib, 3B

 

Perché il ciel di rosso dovete dipingere?

Godetevi l'unico rosso dei tramonti che vi perdete.


Toglietevi l'armatura,

siamo tutti una razza: umani.


Aprite la mente,

a rider dovete ritornare.


L'odio a braccetto con il terrore lasciatelo camminare.

Prendete per mano le diversità, combattete per la libertà che ci è stata tolta.


Non abbiate paura a prendere per mano un altro colore, siate tolleranti.


Razzismo è dove c'è ignoranza. 

Tolleranza è dove c'è vita.
 La Commissione ha apprezzato la forza espressiva con cui si incoraggia a non aver paura delle diversità, suggerendo la possibilità di un mondo arcobaleno e dall’aria pulita, conseguente solo ad una vera apertura delle menti e all'abbandono delle armature.

 

 Libero è …

Simona Schiavone, 3A

Libero è un bambino che corre,

che non deve rifugiarsi in una torre.


Libero è un bambino che impara,

che non deve pensare a chi gli spara.


Libero è un bambino che sorride,

che non vede qualcuno che uccide.


Libero è un bambino che ama,

che non deve conoscere il freddo di una lama.


Libero è un uomo senza giudizi,

che mette da parte i vizi.


Libero è un uomo senza barriere,

a cui non importa il proprio mestiere.


Libero è un uomo sicuro,

che decide da sé del proprio futuro.


Libero è un sognatore,

che ha appreso l’arte dell’amore.

 La Commissione ha notato il passo leggero e aggraziato dei distici a rima baciata attraverso i quali sotto i nostri occhi scorrono agilmente immagini di bambini e di uomini liberi.

 

 Mi libro nell’aria

Manuel Gatto, 2E

 

Mi libro nell’aria,

le ali spiegate,

il vento che sibila tra le piume,

un volo in picchiata,

sul campo di battaglia: soldati squarciati, cavalli in fuga,

sangue, odore di piombo e di morte.

Lì, sulla collina, vicino al fiume, un corpo sporco coricato a terra,

quasi immobile, una divisa strappata.

Il viso esangue, lo sguardo fisso,

un sorriso inutile,

il mio.
 Attraverso un linguaggio frammentario e fortemente visivo ci mostra il volto di ogni guerra.

 

 Sinergia delle parole

Marco Rossi, 2D

 

Parole come emozioni,

nel vento e nel tempo,

vane come tutte le azioni,

libertà incatenata come schiavitù venerata.


Parole con potere,

unite insieme inutili per volere,

divise e lontane utili per ottenere,

solo un grido di silenzio nascosto dentro.


Parole e libertà,

un urlo di vergogna,

una scelta di valore,

crederci è importante quanto la decisione.


Parole di cambiamento,

il coraggio terrorizzato verso la ribellione,

nella preziosa giustizia,

che arde in ogni uomo.
Sono versi dedicati alle parole, alla loro forza creatrice: strumento di democrazia e di libertà, ma anche strumento di manipolazione e di mistificazione.

 

 Cara Italia

Giuseppina de Lucia, 4 E

 

 Lascia ch’ancora una volta mi innamori di te, cara Italia
mio paese dalle preziosità velate,
mia casa.
Lascia ch’ancora una volta s’innamori di te il viaggiatore
che lungo i tuoi pendii e i tuoi fiumi e le tue pianure si è perso ad ammirarti
e non vuol lasciar il paradiso per tornare al suo familiar calore.
Lascia ch’ancora una volta s’innamori di te il fuggiasco
che tra le tue insenature ha trovato riparo
che delle tue membra ha fatto casa.
Lascia ch’ancora una volta s’innamori di te il bambino
nato dal grembo delle tue donne.
Crescilo con l’amore di una mamma.
Nutri i suoi occhi con le tue meraviglie.
Proteggilo,
come hai protetto i partigiani che lottavano in tuo nome.
Amalo,
come ti ama il popolo che vive sotto il tricolore.
Lui ti amerà,
ti sosterrà sempre,
racconterà di te,
e se fai innamorare uno scrittore, cara Italia, sarai immortale.

 Menzione speciale.

La Commissione ha notato la maestria e l’ardore della scrittura poetica che si misura con la trasposizione e sublimazione letteraria dell’attualità storica attraverso cui l’Italia può riscoprire la sua vocazione: essere casa, madre e musa.

 

 

In luce e ombra

(mix di versi tratti dalle poesie del concorso)

 

Se i pensieri dell'uomo sono futili

Aprite la mente

la mente che inventa cose nuove


le ali che si spiegano candide e morbide piume


volare senza quelle persone con le anime nere

su ali dorate e piume vistose

di cui pistole e guerre sono gelose


volerete e di gabbie farete senza


senza fermarsi …  senza piegarsi …la libertà nel donarsi, la libertà del fidarsi


In questo mondo

la libertà è solo una parola

con la libertà puoi aiutare chi libero non è


la Libertà è come vento,

che accende il fuoco spento,

culla le foglie dei fusti,

grida al mondo per i giusti


vittime di abusi

La libertà è un concetto vagante

Ancora oggi, per molti, non è scontata

Sarà quel giorno in cui

La libertà è fittizia

in questa illusione collettiva

la libertà è persa per pigrizia

di libertà ormai ogni persona è priva


un inutile ed insopportabile egoismo si trascina in una società malata sopprimendo ogni tipo di libertà

conoscenza:
necessaria per poter resistere
all’indifferente turbinio,
valore disprezzato
da chi vuole imporre la
propria verità, e non ammette repliche


conoscere e studiare, per non farci ingannare

da chi vuole negare la nostra libertà per controllarci


fuggire da un mondo falso e corrotto

Voglio cambiare questo mondo:


lungo l’ argine,

sotto di me la schiena poderosa del mio cavallo

il vento nei capelli,

la libertà nel cuore


l’utopica libertà

a se stante

a niente serve,

come vuote stanze


io mi impegnerò a dimostrare a tutte le creature, in ogni strada che percorrerò, in ogni angolo delle città e in tutta la terra che la libertà è possibile


la libertà è dettata dai soldi, che fanno l’uomo


Non vorrei essere uno schiavo,

ma non vorrei neanche essere un padrone


padrone,

ma dei miei diritti

sottomesso e domato,

ma dai miei doveri


Se la democrazia fosse libera

come tempo fa ci promise

qualcuno grande

e speranzoso


Ci aspettavamo il meglio
ma non per noi stessi
ma per i nostri figli
e nipoti


  • Vi rifugiate tra alcool e droga,

pensate che grazie a loro ritorni l’armonia,

ma non capite che la libertà non si compra dentro l’armeria,

e che il divertimento dura come la discesa dal toboga -

Io sono un uomo che forse l’alba non vedrà,

ma ho lottato per la libertà:

questa è la mia eredità.


Era la via della guerra, della sofferenza,

la via che tutti gli uomini hanno preso.

Non si vedeva nulla, l’aria era densa,

alla fine, da loro, fui preso.


Da questo incubo mi sono svegliata

e la morte non è passata


Combattiamo per vedere il sole

e non un campo pieno d’orrore.


Pensa alla guerra che finiràperché io non ce la faccio più

Resistenza,

che bella parola

la medesima che se ripetuta

dona coraggio, forza e decisione

doni essenziali come l'acqua

perché senza si resiste per poco

poi si svanisce come il fumo


guarda, tra poco

aboliranno il coprifuoco

la pace sta arrivando

mentre noi stiamo invecchiando!


che tutto si risvegli alla minima possibilità

fa’ sì che si svegli ora

quando tutto stravolge i piani

viviamo in una grande casa

non in una savana dove il leone regna

in una casa di persone che scelgono

tra le cose buone e quelle cattive

 

 

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Rocca di San Secondo P .se. Il presidente dell’ANPI di San Secondo P.se, Filippo Nizzoli; saluta gli studenti delle scuole partecipanti al Concorso 

 

ing2

Tra le poesie presentate dagli studenti del nostro Istituto vengono premiate “Sinergia delle parole” di Marco Rossi II A e “Mi libro nell’aria” di Manuel Gatto II E, settimo posto ex aequo.

 

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Sulla destra la studentessa Simona Schiavone e vicino a lei il partigiano Felice Costa, ideatore del Concorso” Libertà e democrazia”.

 

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Valeria Tonino, dell’Associazione nazionale partigiani italiani di San Secondo P.se, declama il componimento di Aischa Saib.

 

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Chiara Nizzoli, una degli organizzatori del Concorso Poesia, interpreta “Le parole non dette” di Matteo Conti.

 

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Lo studente Kashish Kumar ascolta recitare il suo testo poetico che ha ottenuto il terzo premio.

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Doppie congratulazioni: l’assessore Andrea Maranzoni stringe la mano ad Alyssa Tubelli mentre il partigiano Felice Costa si congratula con Asia Pinna per la poesia a quattro mani secondo premio del Concorso.

 

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Viene assegnato il primo premio a Nico Bertolini con “Senza Dio né padroni”.

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Una menzione speciale per “Cara Italia” di Giuseppina de Lucia.

 

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Dopo la premiazione, gli studenti dell’Itis Galileo Galilei che hanno partecipato al Concorso ritirano una copia del libricino che raccoglie le poesie vincitrici del 2016.

 

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Settantasei gli studenti che hanno partecipato al concorso quest’anno, tra questi molti delle classi seconde.

 

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Un momento della premiazione. In primo piano alcuni studenti della III F.